martedì 29 novembre 2011

Francesco Ferdinando: storia di un Arciduca romantico

Noi vogliamo cantare di Francesco Ferdinando d'Asburgo ed esaltare il primo degli ultimi romantici.
Questa è la storia di un uomo che rinunciò allo scettro imperiale per amore di una donna.


La nostra storia ha inizio molti lustri fa, quando ancora il mondo era governato da una legge morale, in una terra dapprima grande e poi grandissima, nella patria degli Asburgo.
Era la notte del 18 dicembre 1863 quando a Graz dalla fatica dell'Arciduca Carlo Ludovico, nacque un bambino la cui nascita fu benedetta dal volo di aquile.
L'infanzia di questo giovine trascorse serena in mezzo a spensierati giochi e rigide formazioni.
Il giovane Francesco fu guerriero e viaggiatore, a soli 15 anni intraprese la carriera militare, carriera che successivamente fu costretto ad interrompere per le condizioni della salute sua. Consigliatoli di vivere in climi più temperati nel 1892 si imbarcò a bordo dell’incrociatore SMS Kaiserin Elisabeth. Il viaggio del saggissimo iniziò da Trieste e si svolse verso le orientali Indie,la misteriosa Indonesia, la nuova Australia, il marziale Giappone, il gentil Canada ed il mercantile Nordamerica.Al suo ritorno affidò tutti i suoi ricordi, le sue impressioni ad un libro intitolato ''Diario del mio viaggio attorno alla Terra'', neanche dopo aver circumnavigato il globo il suo errare si placò infatti poco dopo il suo rientro ripartì per l'antico Egitto.
Una virgola fondamentale nella storia di Francesco Ferdinando fu il 30 gennaio 1889, giorno in cui divenne,in seguito al suicidio del principe della corona Rodolfo, il primo in linea di successione al trono imperiale.
Fatta premessa della vita di uno dei più innovativi e conservatori allo stesso tempo personaggi d'Europa, la cui morte causò lo scoppio della prima Guerra Mondiale, possiamo iniziare a parlare della nostra storia.
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Nel rivoluzionario e stupefacente 1895, l'Arciduca fu invitato ad un festa di ballo a Praga, durante questo evento tra armoniose piroette ed incalzanti walzerlo sguardo del principe si incrociò con i profondi occhi della contessa boema Sophie......CONTINUA

giovedì 17 novembre 2011

Natura abhorret a vacuo

The end.

coloro che hanno fischiato Berlusconi nel giorno della sua resa. Che sono poi coloro che hanno lanciato monetine a Craxi. I quali sono gli stessi che hanno insultato Mussolini e Claretta appesi a piazzale Loreto, infierendo sui cadaveri. Gli stessi che hanno linciato a Milano Giuseppe Prina, ministro delle Finanze del regno d’Italia napoleonico, quando Napoleone cadde, nel 1814, e non prima. Gli stessi che nel 1647 hanno trascinato per le vie di Napoli il corpo di Masaniello, Tommaso Aniello, che avevano acclamato re pochi giorni prima – portando poi la testa al vicerè spagnolo ritornato dopo la breve rivolta contro le tasse madrilene. Non importano le date, non conta il passare delle generazioni: questo è l’italiano eterno, sempre presente nei momenti più bui della storia come la torma delle mosche sulle carogne. Quello che infuria sugli sconfitti il giorno dopo che gli stranieri li hanno sconfitti. Quello che scalcia i cadaveri, quando non sono più potenti, punendoli della paura in cui li hanno fatti vivere finchè erano potenti. Che insulta i perdenti, e plaude al nuovo padrone straniero. Questo italiano incivile, che vive di paura interrotta da scoppi di ferocia, che esibisce la sua abbiezione, felice di non avere alcuna dignità; questo italiano di una viltà che lo straniero giudica con orrore derisorio, è colui che perpetua il nostro stato di servi. È lui c

lunedì 14 novembre 2011

Freiheit


"L'unica salvezza, per gli europei che rimangono puri, è avere ali forti!"
L.Degrelle

domenica 13 novembre 2011

Bushido




Non ho genitori; il Cielo e la Terra sono i miei genitori.
Non ho dimora; il Tan T’ien (sede del Ki) è la mia dimora.
Non ho potere divino; la Sincerità è il mio potere divino.
Non ho mezzi; l’Obbedienza è il mio mezzo.
Non ho potere magico; la Forza Interiore è il mio potere magico.
Non ho né vita né morte; l’Aum (l’eterno) è la mia Vita e la mia Morte.


Non ho corpo; l’Impassibilità è il mio corpo.
Non ho occhi; i miei occhi sono il Lampo.
Non ho orecchie; le mie orecchie sono la Sensibilità.
Non ho membra; le mie membra sono la Prontezza.
Non ho leggi; l’Autodifesa è la mia legge.


Non ho strategia; Diritto di uccidere e Diritto di ridare la vita sono la mia strategia.
Non ho progetti; Cogliere al volo l’Occasione è il mio progetto.
Non ho miracoli; le Leggi giuste sono i miei miracoli.
Non ho principi; l’Adattabilità ad ogni situazione è il mio principio.
Non ho tattiche; Vuoto e Pienezza sono la mia tattica.


Non ho talento; lo Spirito Pronto (intuito) è il mio talento.
Non ho amici; la Mente è mia amica.
Non ho nemici; l’Imprudenza è il mio nemico.
Non ho armatura; la Benevolenza è la mia armatura.
Non ho castello; la Mente Impassibile è il mio castello.
Non ho spada; No-Mente è la mia spada.

Bushido

Da sempre governati dalle banche…

E’ di strettissima attualita la nomina di Mario Monti alla presidenza del consiglio, inizialmente osteggiato da molti (IDV e PDL in primis) ora è divenuto il “deus ex machina” della politica italiana, Tv e giornali lo stanno facendo passare per il salvatore della patria, che tutto sa e tutto risolverà, gli unici che gli si oppongono sono alcuni poveri dementi Berlusconiani irriducibili (???) e NOI di Forza Nuova. Tra la gente che ci è più vicina ovviamnte la domanda sorge spontanea:
“Perchè non volete un “tecnico” come Monti in grado di salvarci??”
Il problema fondamentale è uno solo che Monti non è il salvatore… nessuno si è chiesto come mai è uscito fuori il suo nome così velocemente?? da dove viene?? quali meriti ha?? CHE LAVORO FA??
ed il nodo è proprio qui ! questo signore cosa fà nella vita ?? ve lo diciamo noi… oltre ad aver inciuciato nelle varie commissioni europee è sopratutto:
Dal 2005 international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute, presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen, ed è anche advisor della Coca Cola Company.
In pratica è alle dipendenze della banca e della multinazionale più potenti al mondo…. ma non basta perchè oltre a cio è inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg.

giovedì 10 novembre 2011

Il soldato Politico

Prima di intraprendere qualsiasi azione militante, prima di pianificare un programma di azioni che sfoci nella prassi politica di un movimento, occorre creare quell’ossatura interiore che serva a tener in piedi il nostro quotidiano agire nella società attuale.
Conoscere, innanzitutto, un mondo che non è più, ma che al contempo è sempre stato e sempre sarà, poichè non ha bisogno di essere realizzato per non perdere la sua validità eterna; quale è il mondo della Tradizione.
Conoscersi e mettersi alla prova, raccogliersi e custodire se stessi per decantarsi progressivamente e migliorarsi alla luce dello studio del mondo tradizionale, rispecchiandosi spontaneamente in una gerarchia di valori che il mondo moderno ha capovolto; avvertire, intuire, un polo attrattivo di principi, prenderne la dovuta consapevolezza affinando la propria anima sul modello tradizionale, disintossicarsi dalla modernità, allontanandosi poco per volta ma definitivamente dall’attuale prototipo di genere umano, degradato rovinosamente all’ultimo stadio d’essenza e di esistenza.
Intuizione, ricordo, consapevolezza; all’ombra di queste parole d’ordine deve svilupparsi dentro ognuno di noi, non già la figura del semplice militante, bensì quella del soldato politico che non conosce congedo, la cui lotta è eterna perché eterno è il suo fronte ideale, quello del bene che si oppone al male.
Delineare quindi la fisionomia del soldato politico è la prima esigenza che ci viene incontro; qualcuno l’ha considerato come “punto di intersezione tra il realismo eroico jùngheriano, il codice samurai, la spiritualità indù e la jihad islamica” (per comprendere appieno questo paradigma può venirci in aiuto un insieme di articoli di Evola raccolti nel testo “Metafisica della guerra” ed in particolar modo il capitolo de “La dottrina aria di lotta e vittoria”), ma riteniamo che l’esempio pratico cui tendere sia rappresentato dalla figura del legionario della Legione dell’Arcangelo Michele e della Guardia di Ferro costituite da Corneliu Zelea Codreanu in Romania.
Nell’essenza del soldato politico, quindi, forte è la figura archetipa dell’eroe, proprio come la delinea Max Scheler, docente tedesco di filosofia e di studi antropologici, nel suo testo “Modelli e capi”: <Ardimento, coraggio, valentìa, presenza di spirito, risolutezza, amore per la lotta, audacia, amore del rischio distinguono l’eroe dall’uomo pusillanime, dall’uomo che cerca solo la sicurezza. Lo distinguono, inoltre, la capacità di soffrire, la capacità di sopportare, a prescindere da tutto, in relazione a qualcosa” (concetto che si lega al “realismo eroico” di cui avevamo accennato pocanzi).
Ma fra le qualità denominate specificatamente eroiche, e di cui il soldato politico farà tesoro, troviamo anzitutto la “padronanza di sé”, giacchè solo chi è in grado di esercitare il massimo potere su sé stesso, saprà esercitare il potere anche sugli altri.


IL soldato politico rappresenta, come abbiamo visto, un tipo antropologico distinto dall’individuo borghese tipico del mondo moderno. E’ l’uomo differenziato che “in essenza sente di essere di una razza diversa da quella della grandissima parte dei suoi contemporanei” e che scorge nel mondo della Tradizione (con la sua concezione sacrale, organica e gerarchica del tutto), la terra in cui non sarebbe uno straniero.
Si connota per l’aderenza ad una particolare conformazione interiore: sobrietà, fedeltà, profondo senso dell’onore e del giusto, disciplina, senso della gerarchia, dedizione perseverante al dovere, accettazione silenziosa e stoica del proprio destino, identificazione totale con la propria comunità.
Intimamente tragica ed austera, eroica per vocazione naturale, questa figura d’uomo aderisce ad un istinto -frutto di un indole pre-natale, di un vero e proprio palinsesto genetico- che non chiede né dà ragioni.
In tale figura -che erede dello spirito di guerra assume il militarismo come modo di sentire, trasferendo in tempo di pace lo spirito del fronte- si possono rintracciare i lineamenti del tipo umano capace di trascendere l’essenza borghese, l’individualismo tornacontista, il mercantilismo politico.


Ogni soldato politico deve rivelarsi, come abbiamo già detto, più che un semplice militante che aderisce ad un dato programma o ad una ideologia, un “devoto” della propria visione del mondo, deve incarnare un vero e proprio “stile di milizia” scevro da ogni coinvolgimento utilitaristico, da ogni moto impulsivo ed irrazionale.
Lucido, distaccato, consapevole della sua funzionalità nell’eterna lotta del bene contro il male, dell’ordine contro la decadenza, e facendosi strumento di istanze sovra-individuali deve costituire o integrarsi in Comunità organiche di Destino - le Elite - la cui funzione sia di “pedagogia politica” e di risveglio delle coscienze, col proposito di estrarre dal popolo i migliori, per garantire la continuità e l’organicità di un Fronte di Servizio in cui la milizia degli uomini sia simbolo terreno della milizia celeste.






Sono accenni che rimandano al necessario studio dei seguenti testi:
- Ritorno al reale. Gustave Thibon
- Per i legionari, Guardia di Ferro. C.Z.Codreanu
- Metafisica della guerra. J. Evola
- Lo stile eroico. J.Kitayama
- Per l’ordine nuovo. S.Artuso
Feuer Frei

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